Venerdì, 22 Marzo 2019 00:00

Windows 7: la scadenza del 2020.

Il supporto a Windows 7 scadrà il 14 gennaio 2020: Microsoft lo ricorda con un update ed un promemoria per chi ancora si affida al sistema operativo.

In questi giorni Microsoft ha dato il via, attraverso il canale Windows Update, alla distribuzione dell’aggiornamento KB4493132 destinato a coloro che ancora si affidano a un computer con sistema operativo Windows 7. L’update ha un solo compito: attivare la visualizzazione di promemoria che mettono nero su bianco come il supporto alla piattaforma da parte del gruppo di Redmond sia destinato a terminare tra meno di un anno.

Windows 7, conto alla rovescia per il supporto.

14 gennaio 2020: è questa la data scelta per lo stop al rollout di correzioni per quanto concerne la sicurezza e le vulnerabilità dei PC con W7, come ricorda la notifica. La scadenza è fissata oltre dieci anni dopo il debutto sul mercato della piattaforma, risalente all’ottobre 2009. Per il successore Windows 8 (lanciato nel settembre 2012), invece, il conto alla rovescia andrà ad esaurirsi il 10 gennaio 2023. Riportiamo di seguito quanto si legge sulle pagine del supporto ufficiale di Microsoft.

Dopo dieci anni di servizio, il 14 gennaio 2020 sarà l’ultimo giorno in cui Microsoft offrirà gli aggiornamenti di sicurezza per i computer con Windows 7 SP1. Questo update abilita i promemoria in merito al termine del supporto.

Ad oggi Windows 7 è presente ancora su  poco piu' del 33% dei PC Windows in circolazione a livello globale. Il gap in termini di market share con il più recente Windows 10 sta diventando sempre più ampio (54,78%) in seguito al sorpasso avvenuto nel dicembre 2017. Lo si può vedere nel grafico riportato di seguito dove W7 è rappresentato dalla linea gialla e W10 da quella blu. Quella arancio fa invece riferimento a W8.1.

Gli utenti ancora legati alle versioni Professional ed Enterprise di Windows 7,nell'ambito business, potranno contare su un supporto esteso mediante il programma Extended Security Updates, fino al 2023. Gli aggiornamenti così distribuiti non saranno però gratuiti: potranno essere scaricati a pagamento con un esborso economico che andrà facendosi via via crescente con il passare del tempo.

Apple ha rinnovato la gamma iMac 2019: fino a 8 core e con Radeon Pro Vega Graphics opzionale.

Apple dopo due anni ha annunciato oggi il rinnovo della gamma iMac che ora hanno nuovi processori e per alcune versioni anche la scheda grafica Radeon Pro Vega Graphics.

Gli iMac, dotati di processori Intel di 9ª generazione, con un significativo incremento delle prestazioni: oltre due volte i precedenti modelli. La gamma include un iMac da 21.5 pollici con processori quad core o 6 core, per prestazioni aumentate fino al 60% ed il modello con schermo 27 polilci, che ha un processore di nona generazione, 6 e 8 core con velocità fino a 2,4 volte quelle precedenti.

Apple sottolinea anche la scheda grafica Radeon Pro Vega (4Gb di memoria video) che può avere in opzione il nuovo modello da 21.5 pollici (6 core 3.0 GHz), con prestazioni grafiche fino all’80% superiori. Il modello da 27 pollici (6 core 3,6 GHz) con la scheda Radeon Pro Vega (8GB di memoria video) è del 50% più veloce, «ideale – dice Apple – per chi lavora con operazioni graficamente intensive come sviluppo di contenuti 3D, editing video con effetti complessi e il design di giochi ad alta risoluzione”

GLi iMac da 21,5″ partono nella variante con processore Intel Core i5 dual‑core a 2,3GHz (che con Turbo Boost arriva a 3,a 3,6GHz), segue poi il modello con ntel Core i3 quad‑core a 3,6GHz configurabile con Intel Core i7 6‑core a 3,2GHz (Turbo Boost fino a 4,6GHz) e modello con Intel Core i5 6‑core a 3,0GHz (Turbo Boost fino a 4,1GHz), anche questo configurabile con Intel Core i7 6-core a 3,2GHz (Turbo Boost fino a 4,6GHz). Tutti partono da 8GB 8GB di memoria DDR4 a 2133MHz. I nuovi modelli con display 4K possono essere configurati con 16GB o 32GB di memoria.

Gli iMac da 27″ partono con processore Intel Core i5 6‑core a 3,0GHz (Turbo Boost fino a 4,1GHz); c’è la variante con Intel Core i5 6‑core a 3,1GHz (Turbo Boost fino a 4,3GHz) e Intel Core i5 6‑core a 3,7GHz (Turbo Boost fino a 4,6GHz); queste ultime sono configurabili con Intel Core i9 8-core a 3,6GHz (Turbo Boost fino a 5,0GHz). La RAM degli iMac 27″ parte da 8GB (memoria DDR4 a 2666MHz); 4 slot SO‑DIMM accessibili dall’utente consentono configurazioni con 16GB, 32GB o 64GB. Tutti i modelli da 27″ partono con Fusion Drive da 1TB; la variante da 3,1GHz può essere configurate con Fusion Drive da 2TB o 3TB, o con unità SSD da 256GB, 512GB o 1TB. La variante 3,7GHz o superiore è configurabile con Fusion Drive da 3TB o con unità SSD da 512GB, 1TB o 2TB. La variante da 3,7GHz o superiore integra Radeon Pro 580X con 8GB di VRAM ed è cnfigurabile con Radeon Pro Vega 48 con 8GB di VRAM.

L’iMac da 21,5 pollici parte da un listino di 1.549,00 Euro con schermo 4K. Il modello da 27 pollici con schermo 5K parte da Euro 2.199,00 mentre il modello non retina continua ad essere disponibile a Euro 1.349,00 euro. 

 


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Venerdì, 15 Marzo 2019 00:00

Apple presenta la WWDC 2019

Apple annuncia la WWDC 2019 a San Jose dal prossimo 3 giugno.

Apple annuncia la trentesima conferenza mondiale degli sviluppatori WWDC 2019 dal 3 al 7 giugno a San Jose. A partire da oggi è possibile registrarsi per partecipare alla conferenza mondiale degli sviluppatori dell’universo Apple dove ci si aspetta siano presentati iOS 13, macOS 10.15, tvOS 13, watchOS 6 e forse anche i nuovi Mac Pro modulari.

Anche l’edizione di quest’anno si svolgerà presso il McEnery Convention Center di San Jose, in California, poco distante da Cupertino e da Apple Park. L’inizio lavori della WWDC 2019 avverrà lunedì 3 giugno con un keynote che vedra' sul palco Tim Cook e altri dirigenti Apple per presentare le principali novità in arrivo. Ed e'questo è l'unico evento pubblico a cui saranno ammessi media e giornalisti, tutti gli altri appuntamenti e le centinaia di sessioni in programma saranno invece riservati ai programmatori.

Durante la WWDC 2019 è attesa l’introduzione delle nuove versioni di tutti i sistemi operativi di Cupertino: iOS 13, macOS 10.15, tvOS 13, watchOS 6, oltre naturalmente alle novità relative agli strumenti e funzioni disponibili per i programmatori. Spesso Apple ha sfruttato la WWDC anche per presentare novità hardware: quest’anno potrebbe finalmente svelare il nuovo Mac Pro modulare ormai atteso da diversi anni.

 

Martedì, 12 Marzo 2019 00:00

Il Web compie 30 anni

1989-2019: i 30 anni di WWW.

Il World Wide Web compie 30 anni, era il 12 marzo 1989 e l'idea visionaria di Tim Berners-Lee, nata e cresciuta tra i laboratori del CERN  ha innescato una vera e propria rivoluzione.

Il Web compie 30 anni.

A tutti gli effetti di una rivoluzione si è trattato. Tutto ha avuto inizio nei primi anni’80 con un progetto software chiamato ENQUIRE (in omaggio al libro di how-to “Enquire Within upon Everything”). Nel 1988 la prima connessione IP in grado di mettere in collegamento un terminale collocato in Europa e uno in Nord America. Poi venne la proposta Mesh inoltrata il 12 marzo 1989 ai vertici del CERN, all’interno della quale per illustrare il funzionamento di una rete globale Berners-Lee fece ricorso al termine “Web”, avviando così il percorso che di lì a poco avrebbe portato a sperimentarne un impiego su scala globale, dando vita al World Wide Web che oggi tutti noi conosciamo.

Il primo server era basato su una macchina NeXT, commercializzata dalla società fondata da Steve Jobs in seguito alla sua temporanea uscita da Apple. 

Nel 1993 l’istituto svizzero, ormai consapevole delle potenzialità di ciò che originariamente era stato concepito come un progetto destinato all’organizzazione delle informazioni all’interno delle proprie mura, decise di renderlo disponibile a livello globale, trasformando il Web in uno standard aperto e universale.

La proposta di Tim Berners-Lee nasce dall’esigenza di offrire al CERN un sistema più efficiente per il reperimento delle informazioni, per evitare di smarrire i documenti e per un più facile tracciamento delle fonti. Risolvere un problema simile imponeva un cambio dei paradigmi di archiviazione utilizzati fino a quel momento e, soprattutto, la necessità di collegare tutte le risorse disponibili per far sì che potessero essere raggiunte con maggior semplicità.

Quel che è descritto è un sistema basato sul concetto di ipertesto: ogni singola risorsa sarebbe così stata reperibile tramite link, qualunque fosse la macchina sulla quale era conservata. Il World Wide Web è pertanto nato idealmente come un linguaggio standard attraverso il quale archiviare, linkare e identificare le risorse affinché fossero universalmente disponibili e raggiungibili. Il resto è storia.

Di recente il CERN ha pubblicato una riedizione del primo browser, datato 1990, chiamato proprio WorldWideWeb e descritto nel documento “Information Management: A Proposal” firmato a quattro mani da Tim Berners-Lee e dal collega Robert Cailliau. Qui la pagina di accesso: https://worldwideweb.cern.ch

Giovedì, 28 Febbraio 2019 00:00

Security Summit 2019

Security Summit è la manifestazione dedicata alla sicurezza delle informazioni, delle reti e dei sistemi informatici che, da anni, appassiona i partecipanti con contenuti e approfondimenti sull’evoluzione tecnologica del mercato. Giunto alla XI edizione il Security Summit si è imposto, ed è riconosciuto dal mercato, come l’Evento di eccellenza nel panorama italiano grazie all’alta qualità dei relatori e alla numerosa partecipazione di pubblico sempre più qualificato.

Negli ultimi dodici mesi la sanità ha subito l’incremento maggiore degli attacchi, pari al 99% rispetto al 2017. Nel 96% dei casi gli attacchi a questo settore hanno avuto finalità cybercriminali e di furto di dati personali. 
Segue il settore pubblico, con il 41% degli attacchi in più rispetto ai dodici mesi precedenti e i cosiddetti “multiple targets” - i bersagli multipli - che nel 2018 risultano anche i maggiormente colpiti, con un quinto degli attacchi globali a loro danno, dato in crescita del 37% rispetto al 2017. Queste cifre confermano che - come già constatato negli ultimi anni - non solo ormai tutti sono diventati bersagli, ma anche che gli attaccanti sono diventati sempre più aggressivi e sono in grado di condurre operazioni su scala sempre maggiore, con una logica “industriale”, che prescinde sia da vincoli territoriali che dalla tipologia delle vittime.
Nel 2018 sono stati presi di mira anche i settori della ricerca e formazione, che vede un incremento del 55% degli attacchi rispetto al 2017, dei servizi online e cloud e delle banche, con l’aumento degli attacchi rispettivamente in crescita del 36% e del 33%, sempre rispetto all’anno precedente.

I dati, preoccupanti, emergono dall'anteprima del  Rapporto CLUSIT 2019, frutto del lavoro di più di un centinaio di esperti e della collaborazione di un gran numero di soggetti pubblici e privati, che hanno condiviso con Clusit informazioni, dati di prima mano e  le proprie esperienze sul campo.

Novità 2019!  

Ogni giornata sarà dedicata a un focus specifico:

- 12 marzo CyberCrime

- 13 marzo  Sicurezza del e nel Cloud

- 14 marzo Intelligenza Artificiale e Blockchain

Segreteria Organizzativa

tel  +39 02 56566411    -   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   -   www.securitysummit.it

Martedì, 19 Febbraio 2019 00:00

il 2019 di Apple: cosa aspettarsi.

Novità Apple 2019: anche MacBook Pro da 16 pollici.

Le novità hardware in arrivo da Apple per il 2019 ? un MacBook Pro da 16 pollici, un monitor con risoluzione 6K, nuovi iPad e ovviamente un nuovo iPhone.

Pare che sara' un 2019 importante per Apple, sul fronte delle novità hardware,  secondo indiscrezioni e rumors condivisi da analisti, che già in passato si sono rivelati fonti affidabili e attendibili.

MacBook Pro da 16 pollici.

Quello che è forse il più interessante tra i dispositivi elencati dal rumor: un MacBook Pro da 16 pollici dal design completamente riprogettato rispetto ai modelli attuali. Destinato a un’utenza prevalentemente professionale, segnerà un significativo passo in avanti in termini di performance. Nel catalogo di Cupertino anche un Mac Pro studiato in modo da rendere agevoli gli upgrade (approccio modulare), una variante del MacBook Pro da 13 pollici con 32 GB di RAM ed infine un monitor con pannello 31,6 pollici 6K con tecnologia di retroilluminazione Mini LED per garantire il massimo livello qualitativo possibile delle immagini.

I nuovi iPad per il 2019.

arriveranno due nuovi iPad Pro con evoluzione dei processori. L’attuale iPad da 9,7 pollici verra' aggiornato e riprogettato con uno schermo a 10,2 pollici grazie a una importante riduzione dei bordi, mantenendo inalterato l’ingombro. Non si esclude la presentazione di un iPad mini più potente.

Gli iPhone del 2019.

Gli iPhone in arrivo entro l’anno, secondo le previsioni dell’analista, manterranno le stesse diagonali dei display già viste sui modelli Xs e Xr, quindi 6,5 pollici, 5,8 pollici e 6,1 pollici. Avranno tutti ancora una volta lo slot Lightning e non una porta USB-C standard come invece ipotizzato da alcune voci di corridoio. Tra le novità introdotte a livello di funzionalità e specifiche si segnalano un miglioramento del sistema Face ID per l’autenticazione, batterie piu' durevoli, supporto alla ricarica wireless su entrambi i lati del dispositivo e una tripla fotocamera su almeno uno dei modelli, prevedibilmente l'iPhone 11 Max.

Il gruppo di Cupertino si trova di fronte a quello che sembra essere un punto di svolta per il proprio business. L’era di iPhone non è certo finita, ma la linea sta facendo registrare una prima flessione in termini di vendite dopo un lungo periodo d’oro. Apple è chiamata a sperimentare nuove strade: si inserirà in questo contesto di rinnovamento il lancio di un servizio di streaming video che andrà a competere direttamente con Netflix, Prime Video e gli altri player del settore, così come una piattaforma premium per l’accesso a quotidiani e magazine.

Microsoft ha annunciato che dal 2020 Windows 7 non sarà più supportato e quindi diverra' obsoleto.

Oggi non è difficile imbattersi in un PC dotato di Windows 7: negli ultimi anni il sistema operativo distribuito nel 2009 si è trasformato in uno dei più popolari, raggiungendo il record di numero di computer in cui è installato, sorpassato solamente pochi giorni fa da Windows 10, l'ultima incarnazione del sistema operativo. Microsoft ha ora annunciato che Windows 7 non sarà più supportato e che quindi non riceverà più il supporto ufficiale e gratuito da parte dell'azienda americana.

E' arrivato dunque il tempo di aggiornare il sistema operativo in modo da arrivare preparati al momento in cui Windows 7 diventerà obsoleto. Gli aggiornamenti di sicurezza proseguiranno ancora per tre anni, ma a pagamento e con incrementi di prezzo maggiorati di anno in anno.

Fine del supporto anche per Windows 10 Mobile.

Anche per Windows 10 Mobile sembra essere arrivato il punto di non ritorno. Microsoft ha annunciato che anche il sistema operativo mobile introdotto per smartphone cesserà di essere supportato il 10 marzo 2020, mentre l'upload delle foto e la possibilità di ripristinare i backup andranno avanti fino a dicembre 2020. Il consiglio di Microsoft è quello di passare ad un dispositivo Android o iOS.

Apple ha rilasciato la versione definitiva dell'update che porta iOSalla versione 12.1.4. Nelle note d rilascio, Apple spiega che l'aggiornamento iOS 12.1.4 risolve il bug con FaceTime. Risolto il bug anche in macOS: disponibile infatti l'aggiornamento supplementare per macoS Mojave, fondamentale per risolvere il problema della vulnerabilità. La falla che riguardava l’app FaceTime consentiva a chi effettuava una chiamata di gruppo di ascoltare l'audio delle persone invitate, prima ancora che la chiamata venisse effettivamente accettata. Pare inoltre che venissero condivise anche le immagini attraverso la fotocamera frontale. 

  


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Giovedì, 24 Gennaio 2019 00:00

1984-2019 i 35 anni del Macintosh!

Il primo Macintosh e lo storico spot di presentazione, girato da Ridley Scott, divenne una pietra miliare dell'informatica e della pubblicità.

Fu trasmesso un'unica volta in tv, il 22 gennaio 1984, durante l'evento sportivo del Super Bowl.

Il 24 gennaio 1984 è anche una pietra miliare nella storia dell'informatica poiché segna l'arrivo sul mercato del Macintosh, il più rivoluzionario di tutti i computer, con mouse di serie di un sistema operativo con icone facili da capire, aprendo così l'uso del computer ad una piu' ampia platea di persone. 

Lo spot pubblicitario con cui la Mela presentò il personal computer Macintosh, spot divenuto un 'cult' per l'ispirazione a George Orwell e per la regia di Ridley Scott: una giovane atleta con un gesto liberatorio sfascia con un martello il megaschermo in cui il Grande Fratello parla a degli ascoltatori sottomessi. E l'incipit finale: "Capirete perché il 1984 non sarà come '1984'". La rivoluzione era iniziata.

 

 


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Mercoledì, 23 Gennaio 2019 00:00

macOS 10.14.3, e iOS 12.1.3

Apple ha rilasciato l'aggiornamento che porta macOS 10.14 Mojave alla versione 10.14.3. L'update "migliora la stabilità, la compatibilità e la sicurezza" ed è consigliato a tutti gli utenti.

Disponibile inoltre watchOS 5.1.3 e tvOS 12.1.2 aggiornamenti che includono miglioramenti e risoluzioni ad alcuni bug.  

Rilasciata infine anche la versione definitiva dell’update a iOS 12.1.3 per smartphone e tablet di Apple. Nelle note d rilascio, Apple spiega che l’aggiornamento include correzioni di errori per iPhone e iPad. In particolare:

 

•Risolve un problema che poteva impedire di scorrere le foto nella vista Dettagli in Messaggi.

 

•Risolve un problema che poteva causare l’alterazione delle foto inviate tramite il foglio di condivisione.

 

•Risolve un problema che poteva causare la distorsione dell’audio su iPad Pro (2018) se venivano utilizzati dispositivi di input audio esterni.

 

•Risolve un problema che poteva causare la disconnessione di alcuni sistemi CarPlay da iPhone XR, iPhone XS e iPhone XS Max.

 

•L’aggiornamento include anche correzioni di errori per HomePod (esempio un problema che poteva causare il riavvio di HomePod).

 

•Risolve un problema che poteva interrompere il funzionamento di Siri.

 

 

 

 


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